Taglio buoni pasto statali: da 7 a 5,29 euro
La temuta spending review è sempre più accanita e nel mirino dei tagli ci sono anche i buoni pasto che potrebbero essere ridotti a 5,29 euro contro gli attuali 7. L’importo di 5,29 euro equivale alla soglia di esenzione, l’eccedenza per somme superiori invece concorrerebbero alla formazione del reddito da lavoro dipendente e quindi tassabili.
Gli amati buoni pasto, a volte utilizzati anche nei supermercati per fare la spesa per acquistare prodotti alimentari, divengono quindi un importante sostentamento per i dipendenti statali, sui quali contare per arrivare meglio a fine mese, soprattutto in questi periodi di crisi.
Ma il valore
ipotizzato di 5,29 euro, li riporterebbe drammaticamente indietro di 15 anni, senza per altro comportare significativi vantaggi in termini economici alle casse statali: dunque un ulteriore prezzo da far pagare ai cittadini italiani, dopo le stangate dell’aumento IVA e dell’IMU. Secondo uno studio dell’Università Bocconi di Milano, ripreso da Help Consumatori, si potrebbe addirittura innalzare la soglia esentasse fino ad 8 euro, senza gravare sulla spesa pubblica.
Discriminazione del dipendente pubblico o provocazione di un governo sempre più mal tollerato dai cittadini, che in un momento particolare come questo, di sicuro non contribuisce alla ripresa economica del paese, come sottolineano gli stessi rapporti ISTAT sul drastico calo delle vendite al dettaglio.
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abbiamo a che fare con gente con non ha un minimo di dignità, dovrebbero provare loro a tirare avanti con stipendi da fame. Tutte le volte che si parla di tagliare i loro privilegi, c’è sempre qualcuno che è contrario e alla fine non se ne fa niente.Tanti professori, ma non hanno capito che l’italia sta in recessione perchè la gente non ha più una lira.