Decreto sviluppo: pubblicità aziendale via posta, sarà la nuova piaga per il cittadino?
Con l’approvazione del decreto sviluppo, è stata anche istituita la possibilità per le aziende di inviare pubblicità via posta, agli indirizzi dei cittadini, presi direttamente dagli elenchi telefonici senza violare alcuna norma sulla privacy. Molte associazioni per la tutela e difesa dei consumatori, hanno denunciato questa “concessione” del governo, in particolare Adoc che analizzando la situazione, espone il proprio dissapore sul nuovo scenario che si verrà a creare.
Secondo Adoc infatti, procedere all’invio sconsiderato di materiale pubblicitario, potrebbe arrecare notevoli disagi ai cittadini, che si vedranno sommersi da lettere e volantini pubblicitari, mentre il servizio postale potrebbe subire
rallentamenti a causa del nuovo carico di lavoro, che si tradurrebbero in un servizio più scadente per tutti i cittadini con conseguente e probabile aumento dei costi.
Inoltre anche dal punto di vista ambientale, si potrebbe verificare un aumento dello spreco della carta del tutto fuori luogo e assolutamente non necessario. L’unico modo che il cittadino ha per difendersi, è l’iscrizione al registro anti-telemarketing, con la quale si revoca la tacita autorizzazione, alla ricezione di materiale pubblicitario.
Tuttavia per rilanciare l‘economia anche le aziende dovranno pur in qualche modo essere messe in grado di proporre i propri beni e servizi… magari un registro al contrario, sarebbe stato molto più efficace e avrebbe permesso di targettizzare i profili di coloro che iscrivendosi al registro, avrebbe acconsentito all’invio di materiale pubblicitario… che ne pensate?
Foto Alessandra Cimatti
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